Concetto, caratteristiche, usi ed esempi

Un concetto completo di “analogia” dovrebbe contemplare le sue due dimensioni: come una sorta di ragionamento e un sistema espressivo di linguaggio. Metafora, similitudine, omologia e confronto sono figure retoriche che possono essere considerate come analogie.

Le origini del termine analogia

Il termine “analogia” ha la sua origine nella parola greca analogía, composta dalle particelle -ana- e -logia-, che significano rispettivamente reiterazione/comparazione e ragione (dei loghi).

Su questa base etimologica, “l’analogia sarebbe un confronto o un collegamento tra varie ragioni o nozioni. I latini hanno letteralmente trascritto il termine “analogia” e, allo stesso tempo, lo hanno interpretato come scopo (proporzione).

In spagnolo, la parola “analogía” si riferisce a “somiglianza”. Tuttavia, non si riferisce solo alla coincidenza o alla somiglianza tra due cose, ma anche alla discrepanza.

Due o più cose simili non sono per definizione uguali; coincidono in qualcosa; ma, d’altra parte, sono diverse. L’analogia fa poi notare che diverse cose coincidono in alcune parti e non in altre.

È importante chiarire questo punto. Analogia non significa uguaglianza assoluta o ripetizione di qualcosa. Piuttosto, è radicata nella nozione di somiglianza. In questi termini il concetto di analogia può essere compreso molto meglio.

L’utilità di questo concetto

L’analogia serve a confrontare i riferimenti disuguali, per evidenziare caratteristiche generali e particolari in comune e per giustificare l’esistenza di una proprietà in una di esse.

La logica dell’analogia è rappresentata dalla seguente formula: A è a B come C è a D. In questo senso, è sia un confronto tra concetti diversi che una somiglianza, che è anche un confronto. Serve a vedere aspetti comuni e non comuni. Ciò che è interessante è che non solo mette in evidenza le somiglianze, ma chiarisce anche le disuguaglianze.

L’analogia è, in senso stretto, una somiglianza e una forma di predicazione di un nome comune ai vari oggetti a cui viene attribuito. Per questo motivo, spesso si ritiene che si applichi più ai processi e ai protocolli, piuttosto che alle cose che vengono descritte fisicamente.

In breve, l’analogia implica la somiglianza, ma non l’uguaglianza. È un tipo di predicazione in cui un nome comune viene assunto secondo significati simili.

Classificazione delle analogie ed esempi

Succede che non tutte le analogie sono uguali. Per chiarire questo, qui di seguito sono riportati due tipi di analogie di termini che comprendono, a loro volta, diverse sottoclassi.

Sono quelli in cui i termini possono essere scambiati tra loro. Questo accade perché c’è un’equivalenza tra questi termini. Si aggiunge che tali analogie possono essere categorizzate come segue:

  1. Analogie co generiche: sono quelle in cui le idee (oggetti, cose o animali) fanno parte della stessa categoria. Per esempio: uccello-colombaccio. Analogie sinonimiche: le analogie sinonimiche, come indicato, sono due parole che sono sinonimi. Per esempio: calma-tranquillità. Analogie per complementarietà: l’analogia richiede e completa una delle parole. Per esempio: sete-acqua.

Forse, sono i più semplici. Si può dire, da un punto di vista linguistico, che queste analogie implicano due cose che condividono il contenuto semantico.

Sono quelli che si confrontano con termini o idee contrarie, a volte cadendo in una figura retorica chiamata paradosso. In sostanza, più che cercare di confrontarli, si tratta di comprenderli in un contesto.

  1. Analogie di opposizione: l’analogia si produce tra ineguaglianze. Analogie d’intensità: è l’analogia prodotta tra due termini che hanno una relazione d’importanza -più o meno- rispetto all’altro. Per esempio: blu-blu, analogia inclusiva: l’analogia nasce dall’idea del tutto e dall’elemento del tutto. A sua volta, questo tipo di analogia è suddiviso come segue:
  1. In tutte le sue parti. Per esempio: albero-fusto. Continent-content. Per esempio: disegno caricaturale. Gene-specie. Per esempio: omo-omo-sapiens. Elemento di scena. Ad esempio: tasto della tastiera.

Queste analogie sono abbastanza comuni. Tuttavia, le persone di solito non li studiano in profondità.

  1. Analogia per ubicazione: l’analogia nasce dalla posizione o dal luogo di transito di uno dei segni o dei termini. Per esempio: yacht-port.cause-effetto analogia: è quella stabilita dalla causalità. Per esempio, acqua-bagnata. Analogia di sequenzialità: è quella generata dalla continuità tra due termini. Per esempio: morte-luto.analogia per funzione: avviene per il ruolo (o l’uso) a cui entrambi i termini si riferiscono. Per esempio, key-open.Analogia per reciprocità: in queste analogie i termini hanno bisogno l’uno dell’altro. Per es. L’analogia pesce-pesce per prodotto: queste analogie consistono in uno dei termini che rappresentano il prodotto e l’altro che rappresenta il produttore. Per esempio: art-artist.analogia per mezzo e strumento: queste analogie mettono l’accento sull’utensile o sul dispositivo. Ad esempio: analogia pittore-pennello.caratteristica: è quella che si verifica tra due termini, dove uno dei due sottolinea un attributo o una caratteristica dell’altro. Per esempio, la luminosità dell’oro.

Nel campo delle strutture linguistiche complesse, le analogie sono sistemi di ragionamento, comunemente usati per spiegare e bilanciare idee o concetti diversi.

Altri esempi e spiegazioni su questo argomento

Di seguito è riportato un insieme di analogie, che si riferiscono a diversi argomenti. L’intenzione è quella di chiarire come funziona, in modo che i lettori comprendano meglio che l’uso degli analoghi fa spesso parte della vita quotidiana:

  • Analogie usate nell’arte: “Lo spazio è per l’architettura ciò che il colore è per la pittura”; “Il pennello è per dipingere ciò che la chitarra è per la musica”.
  • Analogie nella religione: “Il diavolo è per il male ciò che un angelo è per il bene”; la Bibbia è per i cristiani ciò che il Popol Vuh era per i Maya”.
  • Analogie nello sport: Usain Bolt era per l’atletica quello che James Watson era per la biologia. Analogie nella filosofia: “La filosofia è per l’esistenza umana ciò che la psicologia è per le specie naturali”. Un modo curioso per disegnare una somiglianza tra due ambiti disciplinari molto diversi.
  • Analogie varie: qui abbiamo scelto di compilare diversi modi ed esempi di questo tipo di somiglianza.
  • “Madrid è in Spagna quello che Washington è negli Stati Uniti d’America”.
  • “Scalare una montagna è per me quello che per gli altri è staccare la pelle di un mandarino”.
  • “Un frutto è per un albero ciò che un figlio è per un padre”; “Volare è per un falco ciò che la vela è per una nave”.
  • “Un pezzo di formaggio è per un topo ciò che un frutto è per un uccello”.
  • “Un giorno è per una settimana quello che le settimane sono per mesi”.

Cosa si può dedurre dai numerosi esempi forniti? Beh, che le analogie sono più comuni di quanto pensiamo. Diventano persino una risorsa piuttosto espressiva nel gergo popolare.

Ragionamento analogico e analogia in Psicologia

L’analogia come strategia verbale e scritta è comunemente usata in diversi campi del pensiero, dal linguaggio e dalla logica formale, al diritto, alla filosofia e ad aree ancora più specifiche, come la psicologia e la biologia, dove particolari eventi sono designati con lo stesso termine.

La potenza dell’analogia come figura retorica è evidente, poiché con essa si ottiene una maggiore potenza espressiva.

Ma, in aggiunta, accade che l’analogia abbia una funzione essenziale nell’argomentazione, con la quale si passa dal conosciuto all’ignoto attraverso un confronto tra referenti.

In base al principio dell’analogia, ci sono quattro tipi di argomenti. È importante utilizzarli, perché sono modi per presentare un’idea in modo convincente. Sono presentati qui di seguito:

1.- Interpolazione: l’analogia per interpolazione consiste nell’analisi di tutte le possibili realtà di un contesto immaginario e delle conseguenze di ciascuna di esse, che vengono poi trasferite alla realtà esaminata.

Ad esempio: se una persona svolge più attività professionali contemporaneamente e si rifiuta di stabilire gerarchie e delegare responsabilità nella sua azienda, si potrebbe affermare per interpolazione il seguente ragionamento: “chi abbraccia molto non abbraccia molto”.

È difficile per una persona stringere oltre le braccia, indica la situazione immaginaria, portata alla realtà da chi si occupa di più cose di quanto il tempo permetta.

Estrapolazione: accade che l’analogia per estrapolazione sia frequentemente utilizzata nel campo della scienza, in quanto fa parte del metodo scientifico.

In sostanza, si basa sul presupposto che le componenti di uno scenario continueranno ad accadere anche in futuro, il che porterebbe all’assunzione di un nuovo insieme di regole che consentirebbero, se vere, di giungere ad una nuova conclusione.

Ad esempio: le ipotesi di lavoro presuppongono alcune affermazioni che sono proiettate nel futuro e che dovranno essere corroborate per poter giungere a nuove conclusioni. Gli argomenti per analogia del tipo “estrapolazione” si basano su determinate situazioni.

Riduzione all’assurdo: questo tipo di analogia serve a dimostrare la validità di proposizioni categoriche.

Ridurre all’assurdo implica assumere l’ipotetica negazione della validità della premessa, al fine di ottenere una conclusione illogica attraverso inferenze logiche.

Per esempio: se si suppone che la Terra sia piatta, allora sarebbe possibile raggiungere il suo bordo od osservare il Sole da qualsiasi punto del pianeta.

Dimostrando che entrambe le affermazioni logiche sono assurde, non c’è altra scelta che accettare la rotondità del pianeta.

4.- Modellazione: questo tipo di argomentazione per analogia è fondamentale per il metodo scientifico, in quanto utilizza un ipotetico modello di realtà, per sapere come (analogamente) si comporterà la realtà.

Come è noto, questo tipo di analogia è spesso utilizzata nell’elaborazione di modelli matematici di comportamento economico, che tengono conto delle variazioni del mercato mondiale o dei tassi di cambio di alcune valute.

Il pensiero analogico può essere definito come il trasferimento di conoscenza da un campo già conosciuto (analogico di base) a un nuovo campo (non conosciuto), che si cerca di chiarire, chiamato analogico di obiettivo.

È imperativo che il pensiero analogico raggiunga un obiettivo. Altrimenti, tende a essere ripetitivo. Vale a dire che non entra in un nuovo campo. Questa è una delle chiavi per chiarire questo modo di pensare.

L’utilità del pensiero e dei processi analogici

Esistono diverse strategie cognitive la cui applicazione è molto utile: nella categorizzazione degli oggetti, nel trasferimento dei modelli percettivo-motori, nella comprensione dei principi fisici, ecc.

Come abbiamo visto, la corrispondenza che avviene tra il dominio di base e il dominio di destinazione si chiama estrapolazione, e con questa si cerca di trasferire il dominio di origine al dominio di destinazione.

L’estrapolazione è equivalente alla “sintesi” del pensiero deduttivo, o all'”analisi” del pensiero analitico. Significa che le persone non hanno un solo tipo di pensiero. Infatti, è comune incontrare i tre modi per arrivare a nuove conoscenze: sintesi, analisi ed estrapolazione.

Uno strumento utilizzato in varie discipline

Non sorprende che nel mondo della scienza le analogie siano utilizzate per affrontare e studiare concetti astratti. In Psicologia, e in particolare nella tendenza psicoanalitica, è stata di fondamentale importanza.

Freud ricorse ad analogie per spiegare i cerimoniali nevrotici. Ad esempio, per lui, gli atti sacri del rito religioso sono analoghi a quest’ultimo: “…il timore che sorge nella coscienza in caso di commissione, nella
totale esclusione di ogni altra attività (divieto di
disturbo) e nella coscienza dell’esecuzione”.

Più tardi, Freud ha proposto le differenze tra i due, in una citazione che mettiamo in modo integrale qui di seguito:

“…sono nella loro grande diversità individuale gli atti cerimoniali in contrapposizione allo stereotipo del rito e al carattere privato dello stesso in contrapposizione alla pubblicità e alla comunità delle pratiche religiose. Ma soprattutto, il fatto che i dettagli del cerimoniale religioso abbiano un significato e un significato simbolico li distingue da quelli del cerimoniale nevrotico, che sembrano insensati e assurdi. La nevrosi ossessiva rappresenta a questo punto una caricatura, metà comica e metà triste, di una religione privata”.

Il famoso creatore della psicoanalisi ha paragonato la nevrosi ossessiva alla religiosità:

“nevrosi, come religiosità individuale, e religione, come nevrosi ossessiva universale. La coincidenza più importante sarebbe la rinuncia fondamentale all’attività d’istinti costituzionalmente dati, e la differenza decisiva consisterebbe nella natura di tali istinti, esclusivamente sessuali nella nevrosi e di origine egoistica nella religione”. Vedi Freud, S. (1996). Atti ossessivi e pratiche religiose. Opere complete. Volume 2. Madrid: Biblioteca Nueva].

Freud ha usato numerose analogie per spiegare le sue teorie psicoanalitiche. Basta citare i precedenti.

Altre implicazioni dell’analogico in psicologia

Nell’esaminare le varie scuole e correnti psicologiche, si possono trovare molte spiegazioni metaforiche o argomenti analogici.

Per spiegare l’essenza della psiche umana, la psicoanalisi, per esempio, ha usato la metafora del sistema idraulico; il comportamentismo si basava su sistemi di macchine.

Un altro caso interessante è quello di Piaget, che si è rivolto alla biologia trasferendo la nozione di omeostasi biologica all’equilibrio intelligente. Negli ultimi decenni, la Psicologia Cognitiva ha fatto appello all’analogia del computer per rendere esplicito il funzionamento della mente umana.

Sigmund Freud, nelle sue conferenze, ha sempre usato le analogie per spiegare se stesso, cosa che nel campo dell’apprendimento è ancora una strategia molto usata.

Il ragionamento analogico è un ingrediente essenziale. E questo perché l’apprendimento avviene attraverso una sequenza che va dall’istruzione diretta alla totale autonomia.

Cioè, dall’apprendimento assistito all’apprendimento per esperienza e all’osservazione indipendente, senza assistenza. Il ragionamento analogico è autonomo, è assistito dall’inferenza, e a un certo livello è presente nella maggior parte dei fondamenti dell’istruzione.

Strumenti analogici nell’apprendimento

Ricorrentemente, quando si spiega qualcosa a qualcuno, si usano le analogie. Per esempio, “è come…” In accademia è comune fare domande come questa: “Ti ricordi quando ti ho spiegato il funzionamento di…? Beh, qui succede qualcosa di simile”.

Anche se in questi casi le analogie avvengono spontaneamente, come parte di una dinamica insegnante-studente, l’uso di argomenti analogici è una strategia che, come strumento sistematico e intenzionale, svolge un’importante funzione cognitiva.

Ci sono vantaggi nell’utilizzare l’analogico con una maggiore consapevolezza. Ad esempio, l’intenzione di utilizzare questo strumento è chiara. Può anche essere migliorata e la sua rilevanza può essere valutata. Per questo motivo è necessario tenere conto di quanto sopra. Dobbiamo considerare che l’analogico è molto più di una risorsa espressiva. In realtà, è un modo di pensare.

Vi consigliamo di leggere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie politica dei cookie. ACEPTAR

Aviso de cookies