Concetto, caratteristiche, esempi e importanza

La questione della moralità è molto importante. Se ne è parlato molto in filosofia. Tuttavia, anche nel campo della psicologia ha mostrato una notevole importanza. Succede che il modo in cui le persone agiscono, e pensano, è molto legato alla loro moralità.

I suoi aspetti concettuali e caratteristici

Nella sua etimologia, la parola deriva dal latino moralis che equivale a “modo di vivere” secondo certi costumi.

La definizione di moralità è a prima vista ovvia, poiché nel linguaggio quotidiano il termine allude a comportamenti buoni e socialmente accettati e, inoltre, la gente comune ne comprende perfettamente l’importanza.

Va detto che la moralità è piuttosto relativa. Infatti, sembra avere connotazioni variabili a seconda della disciplina da cui viene studiato. Pertanto, nella prossima sezione di questo post vogliamo parlare del riferimento alla morale dall’approccio psicologico.

La morale vista dalla psicologia

La morale è piuttosto complessa. Accettare questa complessità fa parte delle premesse della psicologia. Ora, dal punto di vista psicologico, la nozione di moralità ha due significati, che dettagliamo qui di seguito:

  1. È una parte della coscienza che integra i processi cognitivi ed emotivi che permettono di strutturare una guida interiore. Questo tipo di comando interiore (coscienza morale) sistematizza la condotta individuale, secondo i valori accettati dal gruppo sociale a cui appartiene.
  2. È anche visto come il processo di assimilazione della coscienza morale (maturazione morale).

La morale è quindi il modo in cui gli individui decidono di comportarsi nella società. Per il grande filosofo G. W. F. Hegel, quando la condotta risponde a valori effettivamente realizzati nella storia, si chiama etica.

La confusione tra morale ed etica

Può essere confuso distinguere i problemi morali da quelli etici, poiché in comune (e colta) la moralità del linguaggio è sinonimo di etica. Tuttavia, accade che ci siano sfumature rilevanti tra i due concetti.

Tuttavia, l’etica è un costrutto della filosofia, che definisce i principi e i valori che guidano le persone e i gruppi. Un individuo agisce in modo etico quando rispetta i principi e le convinzioni. D’altra parte, un individuo è morale quando le sue azioni sono conformi ai suoi costumi e ai valori stabiliti, che a un certo punto potrebbero essere messi in discussione dall’etica.

È allora che gli individui possono essere moralmente corretti perché rispettano i costumi, ma non devono essere etici perché non obbediscono ai principi. Questa è una delle chiavi per comprendere le differenze tra la morale e l’etica.

Analogia per esprimere le differenze tra morale ed etica

Utilizzare l’analogia “casa” per spiegare. Sta a noi rompere questa analogia per comprenderla bene:

  • Una “casa”, per concetto, dovrebbe essere organizzata spazialmente per stanze (sala da pranzo, cucina, camere da letto, ecc.) E umanamente (interrelazioni dei suoi membri e con i vicini).
  • Questi aspetti sono ordinati secondo principi e valori, per garantire una buona convivenza.
  • Questo si chiamerebbe etica e carattere etico dei membri.
  • Ora, all’interno della “casa” le persone sono governate da abitudini, modi di relazionarsi, ecc.
  • Questa guida di comportamento si chiama moralità o postura morale dei suoi membri. E che la moralità darà origine all’etica dei singoli.
  • Nella sua dimensione pratica, l’analogia serve a spiegare che i principi etici dipendono dall’avere avuto una buona morale in casa, cioè relazioni armoniose e inclusive.

La morale, così come viene intesa in questi tempi, comprende ciò che si fa per consuetudine in una società e in un tempo consolidati. Questa affermazione porta a un’altra: ciò che è moralmente giusto in una parte del mondo non deve essere giusto in un’altra, e anche questo varia nel tempo.

Alcuni esempi di questo concetto

Gli esempi sono ovunque. I cinesi mangiano cani, gatti e qualsiasi altro animale che considerano adatto al cibo. Ciò è punibile dalla legge e moralmente inaccettabile in qualsiasi paese d’Europa.

Le persone agiscono sempre in base a un senso morale, seguono i costumi assimilati in una società o in un gruppo. La morale include un po’ di etica, ma l’etica non include una certa moralità. Pertanto, è sempre necessario tenere conto delle differenze molto difficili da discernere tra etica e morale.

In casi concreti, quando l’etica viene introdotta nei codici di comportamento e questi vengono accettati dalla maggior parte delle persone in una società, diventano codici morali.

Dopo aver fatto il viaggio precedente, che cos’è la moralità alla fine? Ebbene, in breve, la morale è una costruzione mentale che porta a una certa condotta o situazione che può essere o meno di natura etica. E questa costruzione non è altro che l’insieme di norme e regole ottenute nel corso della vita.

L’importanza dei modelli di comportamento morale

La morale è un costrutto sociale perché dipende dai parametri che la società stessa detta sui comportamenti buoni e cattivi. Per questo motivo, tutta la moralità è costruita nella coscienza umana dal momento in cui il bambino inizia il processo di socializzazione.

La formazione morale è necessariamente un processo graduale e continuo, adeguato alle particolarità e alle condizioni di ogni età, ed è regolarmente orientato allo sviluppo di tre aspetti cognitivo-affettivi:

  1. Giudizio morale, in prima istanza e di grande rilevanza.
  2. Sensibilità emotiva alle espressioni morali
  3. Autocontrollo del comportamento individuale.

Il primo aspetto riguarda lo sviluppo delle capacità cognitive e critiche. In questo modo, l’individuo imparerà a delineare i conflitti della vita e sarà in grado di applicare i principi più appropriati per risolverli.

Il secondo aspetto è legato allo sviluppo delle emozioni e degli atteggiamenti indispensabili per decidere secondo questi principi: l’empatia verso gli altri, il sapersi mettere nel punto di vista dell’altro, la solidarietà, la cooperazione, l’umiltà, il valore della vita, tra gli altri.

Il terzo aspetto è legato alla riflessione e alla valutazione delle conseguenze di comportamenti potenzialmente dannosi. È una parte sostanziale del processo di socializzazione. È di per sé la capacità di agire con prudenza o d’integrare nella vita l’abitudine all’autoregolamentazione.

Le azioni definite moralmente buone danno soddisfazione e crescita personale alle persone che le mettono in pratica. Al contrario, le azioni negative, come il furto e l’imbroglio, che si confrontano regolarmente con la morale e le leggi di una società, portano all’emarginazione e alla disapprovazione sociale.

Rapporto tra morale e leggi

Le leggi di un paese puniscono regolarmente le azioni che violano i principi fondamentali della convivenza sociale e danneggiano l’integrità delle persone in un modo o nell’altro con la reclusione, il risarcimento monetario e/o il lavoro sociale.

Sebbene non tutte le azioni immorali non siano considerate reati dalla legislazione nazionale, tutti gli atti classificati come reati comportano violazioni della morale. Allo stesso modo, quello che alcuni decenni fa era considerato un comportamento moralmente riprovevole, oggi non lo è più.

In ogni caso, i cambiamenti nell’apprezzamento di ciò che è morale o meno dipenderanno sempre da ogni società e dai suoi fattori di condizionamento culturale. Ci sono società conservatrici i cui standard morali sono rimasti immutati.

È così che le leggi non hanno alcun rapporto con la moralità. Questa è una curiosa riflessione derivata dallo studio del diritto. In questo caso, le leggi sono qualcosa di piuttosto pratico e in questo senso devono essere comprese.

Codici e giudizi morali

I codici morali forniscono una struttura sociale nel contesto di una cultura. Il fondamento di molte leggi risponde a codici morali. La convivenza sociale è possibile solo in un ambiente di prevalenza morale, perché è una componente necessaria del rispetto delle leggi e del rispetto degli altri.

Di conseguenza, è il giudizio morale che guida l’azione razionale dell’individuo per tutta la vita, senza pregiudicare i diritti degli altri.

La formazione morale ed etica è l’asse centrale dello sviluppo umanistico e sociale degli individui. Il giudizio morale, la coscienza morale, implica una preponderanza di conoscenza che stimola la conoscenza di sé, l’autoregolamentazione e la gestione responsabile della libertà individuale. Ma, in aggiunta, la formazione morale induce nel soggetto il senso di appartenenza a una società e a un territorio.

Ovviamente, la prevalenza di cittadini consapevoli, in un quadro di relazioni sociali e personali solidali, è dovuta alla formazione di valori: impegno, responsabilità, tolleranza, libertà, onestà, tra molti altri.

Il tema della morale e dello Stato

È opportuno parafrasare E. Kant, per il quale lo Stato non aveva il dovere di procurare la felicità degli attori sociali, ma di costituire delle linee guida che garantiscano la libertà e l’uguaglianza di tutti i cittadini in termini giuridici.

I cittadini di uno Stato sono in grado di stabilire da soli le norme morali e giuridiche che ordinano la loro condotta. Ma le norme giuridiche, che emergono dalla morale, acquistano un valore punitivo perché agiscono in modo coercitivo e mostrano il carattere obbligatorio del loro adempimento. Il contratto sociale, di adempimento obbligatorio, rappresenta l’equilibrio tra il mandato morale e il mandato giuridico, quello che viene chiamato imperativo categorico, che tutela l’esercizio delle libertà fondamentali.

Altre considerazioni sul tema della moralità

Una delle massime della morale è dire la verità. Tuttavia, la verità, in un contesto conflittuale, può portare a un danno irreparabile a una persona innocente o a una vittima. Questa massima di moralità è quindi in conflitto: è utile o buono dire sempre la verità?

Ad esempio, se uno studente è vittima di bullismo da parte di uno dei suoi compagni di classe e riesce a liberarsi o a nascondersi dal bullo, sarebbe moralmente riprovevole per un terzo partner, che sa dove si nasconde, dire al bullo dove si trova, anche se il bullo lo chiede.

Quindi, dire la verità deve, in alcune circostanze, passare attraverso il discernimento morale, per porre l’essenziale al di sopra dell’ordinario.

Giocare lealmente non è una metafora. Tutti i giochi sportivi hanno regole severe che rispondono a comportamenti moralmente accettabili. Imbrogliare, infrangere le regole, la disonestà, corrompere l’armonia del gioco. Allo stesso modo, una società in cui i suoi membri rispettano più o meno le norme morali tende a corrompere la convivenza.

Alcune virtù considerate moralmente accettate

La generosità è un valore morale. Non si tratta di dare via ciò che non si ha, né di essere un grande filantropo; basta avere la capacità di condividere con gli altri aspetti non necessariamente materiali, come l’amicizia, la gioia, l’esperienza; insomma, il proprio tempo.

Non esiste una persona gelosa che sia anche una brava persona. Ogni individuo che si sente invidioso dei beni materiali o immateriali che un’altra persona ha, ha la coscienza sporca.

Sì, l’invidia è una manifestazione emotiva e cognitiva molto negativa. In situazioni estreme, l’invidia porta all’aggressione verbale e fisica della persona che è oggetto d’invidia.

Il comportamento morale è contrario all’invidia; al contrario, la virtù è dalla parte di coloro che condividono la felicità e il benessere degli altri. Anche l’individuo che si distingue per le sue capacità e virtù è visto come un esempio da seguire.

La tolleranza è un altro importante valore morale in questi tempi di crescente tensione politica, culturale e sociale. E la tolleranza va di pari passo con il rispetto per il diverso, per ciò che è estraneo al proprio contesto sociale e storico. Infine, la tolleranza verso la diversità: le idee, i comportamenti e le convinzioni degli altri.

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