9 TIPI DI PARADIGM : Cos’è, caratteristiche ed esempi

In questo post vogliamo parlare dei diversi tipi di paradigmi. Succede che si parli molto del paradigma della parola paradigma, senza che la gente ne conosca realmente l’importanza e la dimensione. Inoltre, c’è una speculazione sulla presunta unità del concetto di paradigma.

Vogliamo chiarire che i paradigmi sono eterogenei. Pertanto, è necessario classificarli, perché è importante farlo? Ebbene, perché i paradigmi sono comuni: hanno dettato molte epoche dell’umanità.

Infatti, quando si verificano cambiamenti nella storia (dal mondo antico al Medioevo, dal Medioevo al Rinascimento, ecc.) È perché appare un nuovo tipo di paradigma.

D’altra parte, in periodi di certa omogeneità, l’evoluzione avviene a causa di cambiamenti tra gli stessi tipi di paradigmi. È il caso del lungo periodo medioevale (che dura dieci secoli), ma sono dieci secoli in cui non entrano in scena nuovi tipi di paradigmi.

Cos’è un paradigma?

I paradigmi sono i vari modi o approcci teorici usati per studiare od osservare un’area di conoscenza o la realtà stessa.

Per la sua etimologia e la sua origine greca, il termine indica “modello” da seguire. In questo senso, quando pensiamo a un paradigma ci riferiamo anche al sistema di credenze e regole che guidano una società o una cultura.

I paradigmi sono costrutti che rispondono a diverse nozioni e a molteplici forme d’interpretazione della realtà, così come ai diversi sistemi di risposta alle domande su quella realtà, che sono la dimensione ontologica, epistemologica e metodologica.

Aspetti del paradigma

I paradigmi sono costrutti che rispondono a diverse nozioni e a molteplici modi d’interpretare la realtà, così come ai diversi sistemi di risposta alle domande su quella realtà, che sono la dimensione ontologica, epistemologica e metodologica.

  • Per la sua dimensione ontologica, il paradigma si occupa dell’origine dei fenomeni sociali, del suo livello di organizzazione e della sua posizione di fronte alla realtà oggettiva e soggettiva.
  • Per la sua dimensione epistemologica, il paradigma è un sistema per ottenere conoscenza, per comprendere l’oggetto nella sua manifestazione esterna e permanente. Il paradigma permette alla procedura di sapere di essere oggettiva e fornisce gli strumenti e i metodi per spiegare le cause dei fenomeni fisici.

Per ragionare sul tema fa appello a una prospettiva soggettiva, costruttiva e olistica, utilizzando metodi di ricerca qualitativa.

  • Per la sua dimensione metodologica, il paradigma studia il problema (l’oggetto) secondo un metodo, tenendo conto di un quadro di riferimento. Essa affonda le sue radici nella comprensione della realtà.

Queste tre condizioni (ontologica, epistemologica e metodologica) sono le chiavi per sezionare i paradigmi e riconoscere la loro eterogeneità.

Tipologia dei paradigmi

A seconda dell’area in cui vengono sviluppati, si possono distinguere due grandi gruppi, i paradigmi educativi e quelli della ricerca, che a loro volta comprendono fino a un totale di nove tipi di paradigmi, così distribuiti:

R.- Paradigmi formativi o educativi: hanno a che fare con il modo in cui le persone sono educate. Molto rilevanti, in quanto spesso non sono dette. Le persone sono addestrate secondo certi precetti per abitudine, l’insegnamento è dato come qualcosa di dato.

1.- Il paradigma comportamentali sta. Il paradigma comportamentale determina che l’apprendimento deve essere osservabile e quantificabile. Cioè, dopo uno stimolo ci dovrebbe essere una risposta. Anche se l’attività mentale e la motivazione non possono essere osservate e misurate, i cambiamenti nel comportamento possono. Dal comportamentismo, l’apprendimento è valorizzato solo da questi cambiamenti.

2.-Il Paradigma Costruttività. Questo paradigma considera che l’apprendimento dipende attivamente dalla soggettività dell’individuo, la cui conoscenza viene assimilata dall’ambiente e contrapposta a quella già acquisita, generando una sintesi adattata a ogni realtà nuova o simile. Il risultato è la formazione di nuove strutture cognitive nel soggetto.

3.- Paradigma storico-sociale. È anche riconosciuto come paradigma socioculturale. Si basa sull’idea che l’apprendimento della materia è attraversato dall’ambiente in cui si sviluppa. Contempla quindi un meccanismo di apprendimento in cui le influenze sociali, il contesto storico, le esperienze personali e situazionali sono fondamentali nella creazione della conoscenza.

4.- Paradigma cognitivo. Il paradigma cognitivo deriva da tre discipline: teoria dell’informazione, linguistica e informatica. Il suo credo impone quindi che l’apprendimento si concentri sul raggiungimento delle competenze insieme alla tradizionale assimilazione della conoscenza. Le affermazioni “imparare a imparare” e “imparare a pensare” definiscono il modello cognitivo. Così, gli aspetti cognitivi, come stimolare la percezione, l’intelligenza, l’attenzione, la memoria, il linguaggio e il pensiero, sarebbero tra i più rilevanti.

B.- Paradigmi della ricerca. Questi paradigmi si dividono in paradigmi quantitativi e qualitativi. Hanno a che fare con il modo in cui le persone scoprono e indagano le cose.

5.- Paradigma quantitativo. Essa è legata al necessario studio della realtà in modo obiettivo e preciso. Pertanto, il modello quantitativo utilizza tecniche statistiche e risoluzioni matematiche. In questo caso, le indagini e i controlli incrociati dei dati statistici sono utili per evitare valutazioni personali. Il paradigma quantitativo serve a sistematizzare le norme generali del comportamento umano, a partire dalla costruzione di nozioni basate sulla sperimentazione.

6.- Paradigma qualitativo. Questo paradigma si concentra sulle qualità sviluppate dagli individui in corrispondenza dialettica con l’ambiente. Come l’individuo risponde al comportamento sociale, come la realtà lo influenza, sono alcune delle domande a cui il modello qualitativo cerca di rispondere per comprendere le strutture sociali.

7.- Paradigma positivista. Ha le sue radici nel Positivismo ed è stato creato originariamente per analizzare i fenomeni nel campo delle scienze naturali. Può anche essere identificato come ipotetico-deduttivo, quantitativo, empirico-analitico o razionalista. È utile anche nelle scienze sociali. La ragion d’essere del paradigma razionalista è quella di scoprire le leggi interne della realtà che controllano e creano i fenomeni. L’obiettivo è quello di dare luce alla conoscenza universale di un settore specifico.

8.- Paradigma interpretativo. Affida l’interpretazione dei fenomeni al ricercatore, secondo criteri di ordine qualitativo. Le azioni umane e la vita sociale sono interpretate a partire dall’indagine della soggettività delle persone, delle loro motivazioni e delle loro convinzioni. Infine, si cerca lo studio dei comportamenti.

9.- Paradigma empirico-analitico. Se il paradigma interpretativo deriva dal paradigma qualitativo, il paradigma empirico-analitico deriva dal paradigma quantitativo. Utilizza il metodo deduttivo e le procedure quantitative. Le analisi che vengono eseguite seguendo questo modello danno origine a teorie e leggi che vengono mantenute fino a quando non vengono confutate da altri. I suoi fondamenti sono di natura razionalista, logica empirica, osservazione e studio dei fenomeni.

Ci sono altre varianti dei paradigmi? Sì, certo. Tuttavia, questi sono i più rilevanti. Inoltre, queste categorie ci permettono di studiare rapidamente i paradigmi.

In conclusione

I paradigmi, infatti, rappresentano un insieme di conoscenze e credenze che costituiscono le prospettive o visioni del mondo, rispetto alle nozioni dominanti di una particolare epoca storica. Come abbiamo potuto vedere, dopo una revisione della storia, ogni paradigma viene impiantato dopo una rivoluzione scientifica, avanzando nella conoscenza e lasciando il paradigma precedente.

Il progresso non avviene in modo continuo. La rivoluzione implicita nel nuovo paradigma fa da cornice al nuovo movimento scientifico fino alla prossima svolta. Tuttavia, i paradigmi sono per loro stessa natura incommensurabili, perché nessuno possiede lo status di migliore o peggiore di un altro.

Altrimenti, hanno una doppia funzione, il positivo e il negativo. In primo luogo, stabilisce le linee guida su cui la scienza deve concentrare i suoi sforzi, attraverso la proposta di enigmi che devono essere risolti nel quadro d’idee riconosciute. In secondo luogo, i paradigmi limitano, durante la loro validità, ciò che è inteso come scienza

In breve, il paradigma definisce i molteplici approcci alla comprensione della realtà, le esperienze e le credenze di una comunità, l’universo di convinzioni, valori e comportamenti sociali e le basi che alimentano le prospettive umane della realtà circostante. È un modello dal quale l’essere umano osserva e giudica.

Vi consigliamo di leggere:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito web utilizza i cookie politica dei cookie. ACEPTAR

Aviso de cookies