25 esempi di problemi quotidiani

La confluenza umana nelle società contemporanee ha creato nuove controversie e ha estinto vecchie credenze.


In questi tempi la vita della città, con i suoi grandi agglomerati, i ritmi frenetici delle metropoli e le professionalità sempre più specializzate nelle tecnologie dell’era digitale, hanno creato nuove rotture e accentuato vecchi problemi di ordine psico-sociale. Le persone vivono nell’assenteismo al lavoro in un mondo interconnesso.


Sembra che i soggetti abbiano poco tempo per affrontare la loro conoscenza di sé, i loro aspetti soggettivi più specifici, per definire le loro priorità nella vita. La vita sembra essersi atomizzata nelle grandi città.


In questo elenco di concetti, vengono trattati venticinque argomenti legati a questa dimensione psicologica in un mondo virtualmente interconnesso, attraverso Internet.


I problemi qui sviluppati non hanno un filo rosso, ma possono essere messi in relazione con la complessità della psiche umana e con gli innumerevoli aspetti che definiscono la personalità, il benessere e il comportamento sociale.


1. Ansia


L’ansia è un’emozione che le persone provano quando si sentono minacciate da qualcosa che può danneggiarle soggettivamente.


Il pericolo può venire dall’ambiente o dalla propria soggettività. L’ansia ha una risposta fisiologica a livello del sistema vegetativo (ad esempio spasmi intestinali), una risposta psicologica con cambiamenti cognitivi o comportamentali (entrambi inclusi) e lo stimolo scatenante è diffuso, mentre il pericolo è soggettivo e talvolta inesistente.


Nell’ansia il fattore soggettivo è importante; ma non smette di manifestarsi con stati di tensione, di disagio, di malcontento e di allarme.


2. Mancanza di denaro


E per quanto riguarda il denaro, può essere una condizione che porta all’ansia, poiché la paura di non riuscire a coprire il costo del cibo, ad esempio, può influenzare l’equilibrio emotivo di un individuo


Tuttavia, il denaro, pur essendo un elemento per ottenere una vita dignitosa, non è in alcun modo un fattore determinante. La creazione di ricchezza nel suo senso più ampio va di pari passo con il pensiero positivo e il riconoscimento delle capacità personali.


In un’economia di libero mercato, dove il valore del lavoro qualificato e il reddito che genera è rispettato, la mancanza di denaro è dovuta proprio alla scarsa qualificazione.


La formazione professionale e tecnica e l’auto-riconoscimento di particolari competenze è la chiave per il flusso di denaro nell’economia di chiunque. Il denaro guadagnato in un paese con lo stato di diritto dipende quindi dalle capacità professionali e non da colpi di fortuna e da credenze magiche.


3. Affrontare il bullismo


Bullismo è una parola inglese che definisce il bullismo. Tale bullismo si manifesta come abuso verbale, fisico e psicologico di un soggetto. Il bullismo può manifestarsi in vari modi, o solo a livello verbale (lo psicologico è dato per scontato). In generale, il prototipo di abusatore cerca di intimidire o minare continuamente l’autostima della sua vittima.


Gli specialisti raccomandano tre azioni fondamentali per attaccare il bullismo: una volta individuati i segni fisici e comportamentali della vittima, è fondamentale raccogliere tutte le informazioni necessarie sulla vita scolastica della persona colpita e parlare con le autorità educative.


Chiedete il parere di un professionista in psicologia. Rafforzare il legame con la persona colpita in modo che possa esprimersi liberamente ed esprimere i propri sentimenti. Il rafforzamento dell’autostima è importante anche nel bambino.


Questo si ottiene dando loro l’opportunità di fare attività accademiche extra, nelle arti e nello sport. Oltre a tutto questo, si lavora con i testimoni del bullismo. I testimoni devono essere sensibilizzati sulla necessità di proteggere le vittime e di fungere da veicolo di contenimento piuttosto che da complici.


4. Resilienza


La resilienza è una qualità funzionale essenziale per la salute emotiva e fisica delle persone. Si tratta di resistere agli assalti della vita. È la capacità umana di riprendersi da situazioni traumatiche. Il termine è stato adottato dalle scienze sociali nel campo della fisica e dell’ingegneria civile. Per le sue caratteristiche, è stato visto come resistenza alle sollecitazioni e alle avversità, così come un materiale ha la capacità di recuperare la sua forma originale, dopo aver ricevuto grandi pressioni.


I resilienti sono persone che hanno la capacità di cavarsela nonostante gli ostacoli, come la morte di una persona cara, il licenziamento inaspettato, lunghi periodi di abusi, divorzi, ecc.


Le persone resilienti sono in grado di imparare dalle esperienze negative, sanno come affrontare i fardelli della vita perché hanno una vita interiore profonda e una forte intelligenza emotiva. Il soggetto resiliente si adatta al cambiamento e mantiene un rapporto propositivo con il suo ambiente quando necessario. Questo permette loro di guardare al futuro, di pianificare i loro obiettivi e traguardi e di lavorare nel presente.



5. Non ci si può fidare


Gli esseri umani tendono a credere l’uno nell’altro. La diffidenza arriva proprio quando la fiducia viene tradita.


Nel campo della sociologia e della psicologia sociale, la fiducia è la convinzione che un individuo o un gruppo sarà competente ed efficiente in un determinato contesto. La fiducia si ottiene agendo in modo coerente, secondo le aspettative riposte in quella persona.


La nozione di sfiducia definisce la perdita di fiducia. Ma la diffidenza o il suo opposto è anche una convinzione soggettiva (che il soggetto si fidi o meno di se stesso).


Per vari motivi, le persone perdono la fiducia in se stesse, perdono la sicurezza che le loro capacità intellettuali, emotive o fisiche sono sufficienti per affrontare una situazione equis. La fiducia o la sfiducia non è solo nelle persone, ma anche nelle situazioni e nelle cose.


Detto questo, la diffidenza comporta l’assunzione di un atteggiamento cauto nei confronti di un’azione o di un fatto. È ricorrente che la diffidenza si basi su esperienze passate o presenti, il che genera una predisposizione al ragionevole dubbio.


I comportamenti delle persone non rispondono necessariamente ai valori, quindi sono soggetti al controllo sociale. La gente si fida o non si fida addirittura di fenomeni che non dipendono dall’azione umana, ma dalla natura.


Ci sono molti esempi in questo campo. Nel contesto delle relazioni interpersonali, il grado di fiducia o di diffidenza determina se tutte le possibilità di convivenza e di trattamento rispettoso sono interrotte o meno.


6. Tradimento


Il tradimento implica la condotta della persona sleale, un’azione contraria alla parola commessa.


La fiducia è infranta da chi tradisce. L’impegno acquisito in qualsiasi situazione o circostanza viene messo da parte. Il tradimento denota una condotta negativa dal punto di vista etico e morale e porta alla perdita di fiducia dell’altro; il rapporto con la persona o l’entità non viene rispettato.


Il tradimento è sempre dannoso per la vittima, in quanto causa sofferenze emotive, fisiche, economiche o professionali.


Il traditore in generale può agire deliberatamente o meno, ma ci saranno sempre danni di qualche tipo. I tradimenti sono comuni sul posto di lavoro, dove c’è molta competizione.


Il tradimento si manifesta anche nelle relazioni coniugali, sotto forma di infedeltà. Il tradimento coniugale o la slealtà in amore è uno dei tradimenti più comuni.


Il tradimento è addirittura classificato come un crimine, quando è contro la patria. Il tradimento si verifica quando uno o più cittadini prendono le armi contro lo Stato e i suoi leader, o quando informazioni di natura segreta che riguardano una nazione sono esposte al pubblico.


7. Bassa autostima


L’autostima è la percezione che si ha di se stessi. È anche intesa come la capacità di una persona di valutare se stessa.


Nel suo stato normale, l’autostima è benefica per il buon rendimento delle persone. L’autostima è legata al comportamento, in quanto determina il modo in cui le persone gestiscono le proprie emozioni.


L’autostima ottimale ha un’influenza positiva sulla salute emotiva degli individui. Al contrario, la bassa autostima porta ad emozioni aggressive e negative, anche a situazioni depressive.


Nel campo della psicologia, si comprende che la fase migliore per lo sviluppo dell’autostima è quella della mezza infanzia. Cioè quando il bambino è in grado di confrontare il suo vero sé con il suo ideale e, da lì, di percepire se stesso sulla base di modelli sociali e di ciò che si aspetta da se stesso.


Infatti, il riconoscimento che i bambini fanno di se stessi è fondamentale per la formazione della personalità. Lo studio dell’autostima della psicologia è estremamente rilevante per comprendere gli aspetti della personalità. Lo sviluppo di modelli di buon comportamento porta ad un’alta autostima.


Nella vita delle persone, l’importanza che ogni persona attribuisce alla famiglia e alla rete sociale è molto importante. La consapevolezza del valore sta nei pensieri, nelle emozioni e nelle esperienze che si accumulano durante la vita e nella loro ridondanza nel gruppo sociale.


Il concetto positivo di sé che le persone conservano, basato sui risultati professionali ed emotivi, sui comportamenti assertivi, è una parte essenziale della salute mentale.


Gli individui con bassa autostima sono esitanti nel prendere decisioni, poiché temono di commettere errori. Si sentono incapaci, nella maggior parte delle situazioni, di avere successo nelle sfide che si pongono.


In generale, sono soggetti molto prudenti, perché hanno paura di sbagliare. Una bassa autostima è tipica delle persone ansiose e nervose, per cui evitano di affrontare situazioni stressanti o angoscianti.


8. Mancanza di decisione


La mancanza di decisione è di solito un comportamento fallito nel contesto sociale. Al contrario, il processo decisionale comporta la scelta tra diverse opzioni o modi per risolvere diverse situazioni di vita. Il processo decisionale è importante in ambito familiare, lavorativo o emotivo per risolvere un problema esistente o potenziale.


Gli indecisi non hanno la capacità di scegliere in modo definitivo tra diverse opzioni, il che li mette in tensione fino a quando non prendono una decisione o semplicemente preferiscono non farlo. Lo stato di benessere dipende dalle decisioni che vengono prese o meno nel corso della vita.


9. Stress


Lo stress si manifesta fisiologicamente con tensioni nervose che hanno origine nel lavoro o nell’ambiente personale. Di solito si verifica come reazione al lavoro eccessivo, all’ansia prolungata o a circostanze traumatiche.


Lo stress normale è quello che si manifesta comunemente attraverso reazioni fisiologiche che aiutano ad affrontare e superare situazioni complicate.


Tuttavia, lo stress patologico si verifica quando si prolunga nel tempo, influenzando la salute della persona. Implica la perdita di controllo delle emozioni, la depressione e le alterazioni fisiologiche in generale.


10. Mancanza di appetito


La mancanza di appetito è legata alla cattiva salute, perché un organismo senza sufficienti sostanze nutritive si ammala.


Tuttavia, le cause della mancanza di appetito sono molto varie. Di solito, se non c’è una base emotiva (per esempio, il trauma del divorzio), l’anoressia nervosa, una componente depressiva o l’ansia, la perdita di appetito può essere causata da una malattia infettiva, da malattie autoimmuni o dall’apparato digerente, tra le altre cose.


Alcuni farmaci medicati per le condizioni endemiche possono influire sulle voglie alimentari. Inoltre, le persone con dipendenza da droghe, alcol, spesso soffrono di mancanza di appetito.


I disturbi alimentari dovuti all’eccessiva occupazione o al rilassamento degli orari alimentari portano anche ad un cattivo appetito.


A causa delle sue cause multifattoriali, l’unico modo per affrontare la mancanza di appetito è quello di consultare uno specialista e seguire le sue raccomandazioni.


11. Eccesso di appetito


L’eccesso di appetito è descritto come un sintomo di qualche patologia o reazione farmacologica, e consiste nel desiderio eccessivo di assumere cibo. Le cause sono diverse, ma ha origini psicologiche o fisiologiche.


A seconda della natura dell’eccesso di appetito, può essere temporaneo, sporadico o cronico. Ad esempio, il trattamento con corticosteroidi o antidepressivi può provocare un temporaneo aumento eccessivo dell’appetito. L’ansia è una delle cause più comuni.


Tuttavia, è un sintomo di malattie come “de Graves”, diabete mellito, ipertiroidismo, ipoglicemia o bulimia. L’eccesso di appetito non è necessariamente associato all’aumento di peso, anche se è possibile che si verifichi, soprattutto quando è dovuto a disturbi della ghiandola endocrina.


La cosa migliore da fare è consultare uno specialista e seguire le sue raccomandazioni.


12. Demotivazione


La demotivazione è l’opposto della motivazione. Delimita lo stato emotivo di una persona che non ha stimoli esterni o interni per compiere un’azione. Le persone immotivate non hanno stimoli per prendere decisioni e agire. La demotivazione è causata da vari fattori e in molti casi ha una base giustificata.


Vivere motivati è l’ideale, perché spinge gli individui a raggiungere i propri obiettivi e traguardi. Quando si perde il movente, si perde anche l’interesse e la voglia di lottare. La demotivazione è tipica del lavoro, della scuola e della vita sociale.


I fattori esterni giocano un ruolo importante. Ad esempio, se un dipendente si sforza per un lungo periodo di tempo di superare i suoi obiettivi, ma non ottiene il minimo riconoscimento, perde la motivazione.


13. Ambienti aggressivi


L’aggressività umana è un problema di definizione in psicologia ed è una questione che preoccupa gli studiosi della mente, in particolare nel cercare di capire la natura dell’aggressività.


La psicologia comprende che i comportamenti aggressivi sono la tipica risposta degli individui che non controllano le loro emozioni. È un comportamento comune di persone cresciute in un ambiente aggressivo e violento, anche se nella fase infantile può avere un’origine fisiologica.


Tuttavia, gli ambienti aggressivi sono anche legati alla mancanza di uno Stato di diritto, che, sebbene sia sancito nella maggior parte delle grandi carte del mondo, è lettera morta in molte di esse.


Il sentimento di insicurezza, la mancanza di spazi ricreativi dignitosi in accordo con le esigenze umane, creano ambienti favorevoli alla criminalità e a varie forme di violenza.


L’impunità legale genera ambienti aggressivi, risposte aggressive come unico modo per risolvere le differenze interpersonali e inter-gruppo.


Le famiglie disfunzionali, i cui figli vivono senza regole, generano adulti aggressivi.


14. Assenza di empatia


L’empatia è uno dei valori umani più importanti, accanto alla gentilezza. È la capacità del soggetto di mettersi “nella scarpa dell’altro”, di capire il suo punto di vista e di identificarsi con il dolore degli altri. Per questo motivo, l’empatia è una capacità cognitiva.


Di conseguenza, le persone poco o per niente empatiche sminuiscono l’importanza degli errori che commettono, ma criticano fortemente gli altri quando sbagliano.


Le persone che mancano di empatia sono spesso egoiste, arroganti, inopportune e sconsiderate nelle loro opinioni, non capiscono o distorcono mai il punto di vista degli altri, non godono di relazioni sane e durature e sono prevenute.


15. Pigrizia


La pigrizia non deve essere confusa con la stanchezza. Una persona stanca si riposa regolarmente e recupera le energie per continuare a lavorare su ciò che gli piace.


D’altra parte, la pigrizia è una dislocazione del comportamento umano, espressa in quelle persone che sentono un particolare attaccamento alla vita facile senza responsabilità.


La persona pigra è pigra ad agire, non si sforza e non mostra interesse per i compiti quotidiani importanti. La pigrizia stessa è la mancanza di volontà di trasformare il momento in azione.


Ma l’inerzia non è un tratto distintivo della pigrizia: il bambino che preferisce giocare tutto il giorno piuttosto che dedicarsi ai lavori scolastici è pigro. Lo stesso vale per gli adulti che preferiscono giocare al computer piuttosto che fare i compiti.


16. Definire gli obiettivi


La definizione di obiettivi nella vita di ogni individuo è essenziale per raggiungere il successo lavorativo, emotivo e intellettuale. Per definire gli obiettivi, bisogna avere una visione e un obiettivo.


Nella vita ci sono tanti obiettivi quanti sono i palcoscenici. Gli obiettivi che una materia si pone a scuola sono focalizzati sull’obiettivo del diploma. In seguito, gli obiettivi deriveranno probabilmente nell’interesse dell’esercizio di una professione e della formazione di una famiglia, con moglie e figli.


In ogni caso, anche se la vita non sempre passa in modo lineare e senza conflitti di vario tipo (affettivo, lavorativo, scolastico, esistenziale, ecc.), l’esercizio mentale di organizzare più o meno obiettivi per ogni fase della vita, serve a ottimizzare i risultati e a dare priorità agli interessi. Conoscere ciò che è più importante e, in quest’ordine, stabilire obiettivi di vita.



17. Ascoltare gli altri


Ascoltare gli altri non è come sentirli. L’ascolto implica un’attenzione complice all’interlocutore. Questo è ciò che si chiama “ascolto attivo”. Fondamentalmente, l’ascolto attivo riguarda la comprensione e la cura della comunicazione. Saper ascoltare è strettamente legato all’empatia, al sapersi coinvolgere con le emozioni del proprio interlocutore.


Quando una persona non presta attenzione a ciò che dice il suo interlocutore, è difficile capirlo. In questi tempi l’umanità ha molte forme di comunicazione (chat, e-mail, social network, ecc.), ma questo non significa che ci sia più dialogo e comprensione delle opinioni altrui.


La gente non sa ascoltare, si preoccupa più della propria opinione che di quella dei suoi coetanei. La comunicazione per concetto implica il flusso bidirezionale delle informazioni.


18. Deficit di attenzione


Il disturbo da deficit di attenzione (ADD) è una delle condizioni più comunemente trattate in psichiatria infantile. Quando si aggiunge l’iperattività (ADHD), è una caratteristica essenziale della diagnosi nei bambini:



  1. problemi nel mantenere l’attenzione

  2. l’impulsività manifesta

  3. iperattività.

Inoltre, questi comportamenti devono manifestarsi anche prima dei sette anni e in una dimensione superiore a quella prevista dall’età mentale del bambino.


Il deficit di attenzione nei bambini può condannarli a un cattivo rendimento scolastico, rispetto a quanto ci si aspetta dal loro livello di intelligenza.


A causa della loro iperattività sono più a rischio di subire incidenti durante le attività ricreative quotidiane e di essere respinti dall’ambiente umano, il che porta a maggiori problemi comportamentali.


I bambini con questa condizione hanno livelli di intelligenza normali, bassi o alti, proprio come qualsiasi altro bambino senza ADD.


19. Iperattività


L’iperattività nei bambini influenza la vita familiare e quella del loro ambiente, ma distrugge anche la felicità dei bambini.


Pertanto, l’importanza di una diagnosi adeguata e di un trattamento tempestivo. L’iperattività dei bambini li rende il centro degli attacchi dei loro coetanei, generando un clima contrario alla loro buona salute mentale.


Il bullismo diventa un altro ostacolo alla loro integrazione sociale e di gruppo nell’ambiente scolastico.


20. Cambiamenti d’umore


Gli sbalzi d’umore sono del tutto normali quando domina il temperamento positivo o ottimista di una persona. È normale trovarsi sporadicamente in una situazione che influenza l’umore.


Nei casi in cui la bassa autostima e uno stato emotivo irritabile si impongono e segnano la personalità, è propizio consultare uno specialista. Una persona mentalmente sana segue una routine quotidiana, è produttiva, ha piani a breve, medio e lungo termine. Inoltre, sa che qualsiasi problema sarà temporaneo, non si blocca nei problemi, ma vede le possibili soluzioni, agendo di conseguenza.


I disturbi d’ansia influenzano l’umore. E la depressione, che deve essere curata da uno specialista, è uno stato estremo di salute mentale, che include i disturbi dell’umore.


21. Gestione del tempo


Il tempo è un bene sfuggente che non può essere recuperato. Attualmente considerata una delle risorse più importanti, è una sfida imparare ad usarla nel modo più efficiente. È essenziale intraprendere i seguenti punti:



  1. Identificare scopi, obiettivi e preferenze

  2. Determinazione del tempo di lavoro e regolazione del programma di lavoro

  3. Scegliere la tattica più adatta per raggiungere gli obiettivi, i traguardi e le preferenze

  4. Ottenere sufficienti competenze nella programmazione temporale che siano utili sia nella vita accademica che in quella professionale

La gestione del tempo è legata ad altre questioni. È anche un modo per affrontare le situazioni quotidiane.


22. Rapporti familiari


Le relazioni familiari modellano il modo in cui i membri di una famiglia comunicano. Ed è attraverso questi rapporti che si manifestano l’amore, i sentimenti e le preoccupazioni che, se ben gestiti, creano legami sempre più forti.


Una famiglia ben concepita attraverso relazioni forti guadagna, tra gli altri valori, stabilità emotiva, sociale ed economica.


I rapporti familiari ben gestiti permettono lo sviluppo di obblighi, responsabilità e doveri gerarchici.


Le famiglie che raggiungono la coesione attraverso una comunicazione assertiva superano le varie fasi della vita insieme: felici e produttive, traumatiche e commoventi.


23. Aspettative


Le aspettative sono le situazioni che ci si aspetta si verifichino nell’immediato o in un futuro più lontano. La persona ottimista si aspetta sempre buone notizie. Si basano sulla speranza, sul desiderio di realizzare qualcosa di molto prezioso e importante, non necessariamente materiale.


Se le aspettative sono irraggiungibili, al di là della ragione, c’è il rischio di delusione. Ma le aspettative non devono essere sempre buone: per esempio, “le aspettative economiche del mondo non sono buone a causa della pandemia”.


24. Cambiamenti di ruolo


I cambiamenti di ruolo sono ormai manifestazioni naturali della società. La famiglia non risponde al classico criterio del padre, della madre e dei figli, ma è aperta ad altre forme alternative, dove l’unica cosa che conta è il consumo di interessi comuni (affettivi, economici, familiari, ecc.).


I ruoli vengono scambiati sempre più liberamente. I modelli di famiglia monoparentale (monoparentale con figli), composito (l’unione di famiglie precedentemente monoparentali) o omoparentale (l’unione di coppie omosessuali), sono stati assorbiti e assimilati. Ci sono anche unioni senza legami civili, dove l’unica cosa importante è l’affetto e la libertà di impegno.


Le madri possono essere nonne, i padri possono essere nonni, le madri sono anche padri e i padri sono madri. Le persone si riuniscono secondo gli stili di vita, le credenze e gli interessi, e le fasi della vita.


25. Scoprire una bugia


La bugia è un inganno. La parola ha certamente perso la sua importanza, la gente crede che la menzogna sia talvolta necessaria per proteggere i propri interessi. Tuttavia, a seconda del contesto e della dimensione della menzogna, può fare molto male alla persona che viene ingannata.


Affrontare una persona che ti ha mentito è una situazione, almeno la maggior parte delle volte, scomoda. Controllare le proprie emozioni mentre si parla con la persona che si conosce ti ha mentito è fondamentale.


E anche se la persona in questione accetta di avervi mentito e vi chiede scusa, ricordate che la condizione umana di un adulto è stata strutturata per molti anni e non cambierà da un giorno all’altro (o perché ci volete credere). Quindi probabilmente vi mentirà di nuovo.


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